di Giulio Andreani e Angelo Tubelli

L’Agenzia delle Entrate, pur rivedendo parzialmente l’indirizzo espresso in precedenza, continua a considerare i flussi derivanti dalla prosecuzione dell’attività come finanza endogena ma, ciò nonostante, ha ammesso la possibilità di distribuire ai creditori tali flussi secondo il criterio della priorità relativa. L’adozione di tale criterio mitiga gli effetti che tale qualificazione dei flussi produce sull’attribuzione ai creditori del patrimonio del debitore, anche se sarebbe stato preferibile affermare la natura esogena di detti flussi e, di conseguenza, la libera destinazione degli stessi a favore dei creditori senza necessità di rispettare l’ordine delle prelazioni. La posizione assunta dall’Agenzia si pone peraltro in conflitto con l’orientamento giurisprudenziale che impone il rispetto di tale ordine nella distribuzione delle risorse qualificate come finanza endogena, se non si considera il disposto dell’art. 182-ter, comma 1, quale deroga alla regola della priorità assoluta, a beneficio degli altri creditori, giustificata dalla convenienza della proposta di transazione, in quanto tale suscettibile di omologazione

» SCARICA IL TESTO COMPLETO IN PDF